Marzo 2018 – Livergnano, tra storia recente e fossile

Siamo scesi dal bus subito dopo Pianoro, a Livergnano un paese molto pittoresco, sulla statale tra Bologna e Firenze, una strada dove sarò passato decine di volte senza fermarmi mai. Se no lo avrei ricordato, anche solo per la sua architettura: una fila coloratissima di case incastonate – o così sembra! – nell’imponente mura di arenaria che le sovrasta. Eccolo lì, il Contrafforte Pliocenico, una gigantesca scultura su roccia sedimentaria, modellata in milioni di anni, custode di un ecosistema e una storia affascinante, presente e fossile!

Da qui, sotto un cielo plumbeo e basso, è iniziato il nostro cammino accompagnati da Carla – guida CAI con una conoscenza naturalistica di questi luoghi pazzesca! – sul sentiero ad anello intorno a Monte Rosso: tra torrioni e pareti scoscese di arenaria, si trovano piante mediterranee come il leccio nel versante più soleggiato alternati ad ambienti più boscosi tipici della montagna, nel versante più settentrionale.

Rientrati in paese, dopo un panino ristoratore Carla ci porta a conoscere un luogo del tutto singolare con una storia altrettanto singolare: l’ Ecomuseo e Centro di Documentazione “The Winter Lane”.

Immaginate di aprire un portone stile anni ’80 di una grande officina e che proprio lì davanti ai vostri occhi, ci siano tavoli e vetrine su cui sono disposti diversi reperti di guerra, che qualcuno ha meticolosamente raccolto in più di cinquant’anni… Ecco, questo qualcuno si chiama Umberto, soprannominato ironicamente da un giornalista di Repubblica qualche anno fa, “Lo spazzino dell’Appennino” perché per tutta la sua vita ha raccolto i pezzi che la II° guerra mondiale ha lasciato nei pressi del suo paese, Livergnano teatro dei conflitti più cruenti… E sul fondo della sala, il cemento delle pareti si trasforma in arenaria dalla forma naturale di una caverna, dove sulla sinistra apre una grotta che custodisce le “Filliti”, resti di foglie fossili stratificate su più livelli, perfettamente conservate nella forma e nella struttura, che raccontano la presenza di una foresta di Laurisilva nel periodo del Pliocene. Storia dentro alla storia, preservata in un luogo unico nel suo genere!

Il sole ormai splendeva del tutto fuori dal portone e così Carla, insieme a Patrizia – anche lei guida “locale” eccezionale! – ci hanno accompagnato a Monte Lolla, attraverso un percorso non ufficiale ma facile ed accessibile, che passa sui resti si un’antica casa castello. Dalla cima del Lolla (470 mt c.a.) si apriva una vista panoramica che da sinistra a destra, abbracciava l’Alpe di Monghidoro passando per la valle del Savena e finendo a S.Luca… Uno spettacolo!!

Tra una foto e l’altra, Carla ci raccontava che in realtà il nome Monte Lolla è una storpiatura del nome originale Monte l’Olla, che gli era stato dato per la sua conformazione conca in sommità, che raccoglieva – e raccoglie ancora! – l’acqua piovana dentro ad un “olla” d’arenaria gigantesca.

Al tramonto stavamo ritornando in paese, come sempre con le gambe “gigie” ma il cuore e gli occhi pieni di meraviglia, che è sempre dove non te l’aspetti e più vicina di quanto credi!

🙂

SUGGERIMENTI:

1) Questo trek fa parte della proposta TREKKING CON IL TRENO 2018, che ha un calendario ricchissimo di cammini da fare tra l’Appennino e la pianura Bolognese, fino a fine anno. Partecipate perché il nostro territorio è ricchissimo di storia, natura e gente con molto, moltissimo da raccontare!

Qui trovate tutte le date e le descrizioni delle escursioni:

http://trekkingcoltreno.it/it/

2) Se volete fare proprio questo itinerario e volete anche vedere il Museo con Umberto e raggiungere il Lolla al tramonto, vi lascio un po’ di link e indirizzi utili qui sotto.

http://www.parks.it/riserva.contrafforte.pliocenico/iti_dettaglio.php?id_iti=2010

Museo e Centro di documentazione “The Winter Lane” – via della Chiesa, 4 – tel. 051 778834 (chiamate prima di andare!)

Buon divertimento!